Textile

ARTE | DA VENERDì 29 A DOMENICA 31 AGOSTO 2025 | CUMBESSIA

Davide Tocco, 1981, Iglesias, vive e lavora a Villamassargia, Sud Sardegna. Ha studiato Architettura al Politecnico di Milano e al Bauhaus Universität di Weimar. La sua formazione accademica e diversi anni di autodidattica calligrafica hanno dato le basi a un progetto artistico le cui opere sono redatte a macchina da scrivere. In tali opere le istanze e i caratteri progettuali divengono una composizione grafico-dattilo eseguita col “materiale del linguaggio”: segni, numeri e lettere che talvolta richiamano motivi tessili di Sardegna, composizioni geometriche-astratte, poesia concreta e pattern analogici. Oltre alla carta, supporto e ordito delle dattilotessiture, si diletta con terra cruda e col filo di lino nello sviluppo ideale di un’architettura organica e naturale dal forte impatto estetico.

Il confine è un territorio

Il confine di un foglio, che scorre da sinistra a destra, ancorato al rullo di una macchina da scrivere. Il confine di un fonema visivo che diventa un dialogo ripetuto, ricalcato, a volte affastellato e annodato, altre dipanato, come una nuvola di pensieri. Il concetto di territorio nelle opere di Davide Tocco non prescinde da un’azione grafica gestuale e meccanica, diventa un’indagine interiore che si dipana fra trame e orditi fatte da vocali, consonanti ed elementi di punteggiatura. Con questa esposizione, Davide Tocco rende omaggio all’eccezione, al superamento del limite datoci, per far vivere all’interno di un territorio immaginato un linguaggio silenzioso interiore, in cui ogni impeto, irrequietezza o caos viene tradotto in ticchettìo e forza sui tasti, per creare una letteratura dell’anima che trova spazio fra architetture geometriche e reiterazioni. Ponendo l’accento su opere uniche realizzate esclusivamente in analogico, Tocco realizza tessuti urbani, emotivi, mentali, testuali, il cui confine è spesso spostato oltre al limite. Si tratta di un’arte tipografica ordinata e composta, ma al contempo anarchica che dialoga con l’interlocutore attraverso semantiche visive bidimensionali, tridimensionali e sovrascritte. La sovrascrittura, in particolare, sconfina i bordi e l’incedere del tempo, avvolgendosi, tornando indietro, ripensando così come ri-evidenziando e analizzando un sentimento, un istante, un moto immoto concettuale, nel silenzio dell’azione che si rompe al suono ritmico dei tasti scanditi sul foglio.

L’azione ripetuta prende il posto della voce e crea opere vibranti così come silenziose. Distese di concetti e deserti, in un gioco di contraddizioni e giustapposizioni analogiche.

Testo descrittivo del lavoro di Tocco a cura di Daniela Castellucci

https://www.facebook.com/daniela.castellucci.50

https://www.instagram.com/danicastellucci?igsh=MWZzb3U1emV4djhmcw==

More info:

http://instagram.com/davide_tocco

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