
LIBRI | VENERDÌ 29 AGOSTO ALLE 19:30 | PALCO SOTTO LA TORRE | SANTA LUCIA
Presentazione del libro Costùmenes. La Sardegna è spesso dipinta come un bastione, nel cuore del Mediterraneo, di tradizioni uniche e inestimabili, un’isola dove il tempo sembra scorrere seguendo ritmi antichi e solenni. In realtà essa non è altro che una delle tante facce di questa complessa umanità che si trova a vivere in bilico tra tradizione e innovazione, tra un mitico passato e un confuso presente, alla ricerca di vecchie e nuove identità.
Questo libro, frutto del patrocinio della Fondazione di Sardegna, dell’impegno dell’Unione dei Comuni e dei suoi nove Comuni (Bitti, Lodè, Lula, Onanì, Osidda, Orune, Posada, Siniscola e Torpè), è un viaggio visivo e descrittivo attraverso l’eleganza e la complessità degli abiti tradizionali sardi.
Con ogni pagina che si sfoglia, il lettore è invitato a immergersi in un mondo di colori vivaci, tessuti pregiati e ornamenti raffinati, che insieme compongono il ricco mosaico dell’abbigliamento tradizionale sardo. Le fotografie dettagliate sono accompagnate da descrizioni approfondite che esplorano non solo le stoffe, i tagli e le decorazioni, ma anche il significato più profondo che questi elementi hanno rappresentato e che in parte ancora oggi rappresentano.
L’opera mette in evidenza anche come la tendenza alla standardizzazione degli abiti sia un fenomeno di recente introduzione che contrasta con la varietà, il gusto personale e l’espressione di una propria individualità che hanno caratterizzato per secoli questi capolavori tessili. Un breve excursus storico-antropologico ci guiderà attraverso gli aspetti simbolici e sociali dell’abito, rivelando come ogni colore, ciascuna singola stoffa, tipo di ricamo e filo intrecciato sia portatore di un messaggio, di una storia, di un’identità.
L’attenzione alla Lingua sarda, curata dall’Ufficio della Lingua sarda dell’Unione dei Comuni, riflette infine la dedizione e il rispetto per la cultura isolana, assicurando che ogni termine sia impregnato di precisione semantica e di indagine etimologica.
Questo lavoro, che ha richiesto la collaborazione di numerosi esperti locali, è un tributo alla bellezza, all’unità e contemporaneamente alla diversità culturale della Sardegna, una celebrazione collettiva che si spera possa ispirare, informare e appassionare le generazioni presenti e future.
Benvenuti quindi in un viaggio attraverso il tempo, l’intreccio e il significato, dove ogni abito è una pagina della storia sarda, un racconto, è proprio il caso di dirlo, “tessuto” con maestria e amore.
Intervengono Giuliana Pittalis, Angelo Canu e Perfilia Goddi modera Mauro Piredda
Giulia Pittalis è laureata in lettere moderne con indirizzo demo etno antropologico, studiosa di abbigliamento tradizionale. Ha pubblicato una sua ricerca etnografica sull’ abbigliamento tradizionale orunese partendo dalla tosatura, la lavorazione con le erbe tintorie fino ad arrivare ai prodotti della trazione orunese. Ha collaborato con il comune di Nuoro per un’ altra pubblicazione in lingua sarda sull’ abbigliamento tradizionale “Prendas e bastimentas antigas vol 1” e poi con l’ Unione dei comuni del Montalbo ha seguito il lavoro di “Costùmenes”.
Angelo Canu è laureato in Lettere con indirizzo demo-etno-antropologico. Appassionato di cultura e tradizioni, si dedica alla divulgazione culturale e alla promozione territoriale, con particolare attenzione alla tutela e valorizzazione della lingua sarda. È traduttore in sardo di numerose pubblicazioni, tra cui libri dedicati alle opere di Antonio Gramsci. Ha esordito come autore nel 2010 con un saggio antropologico sui proverbi di Lodè (NU). Collabora con il Parco di Tepilora e in seno alla Riserva di Biosfera MaB UNESCO “Tepilora, Rio Posada e Montalbo” e dal 2018 ricopre il ruolo di funzionario di elevata qualificazione presso l’Ufficio Cultura e Lingua Sarda dell’Unione dei Comuni del Montalbo, contribuendo attivamente a progetti di tutela linguistica e identitaria.
Maria Perfilia Goddi è sarta da molti anni. Con il tempo, alla sua passione per il cucito si è aggiunto un amore profondo per il costume tradizionale sardo di Siniscola. Tutto è iniziato con la riproduzione dell’abito da sposa di sua nonna (Zibbone), un lavoro che le ha toccato il cuore e l’ha spinta ad andare oltre. Da lì, ha iniziato un percorso di ricerca appassionata sull’abito più antico di Siniscola: Su Coritu. Grazie alla generosità di alcune famiglie del paese, che ancora custodiscono con amore questi preziosi abiti, ha potuto studiarli nei minimi dettagli – dal taglio ai tessuti, dalle rifiniture alle particolarità che li rendono unici. Oggi riproduce questi abiti con passione, amore e dedizione. “Per me è un grande orgoglio poter contribuire a far rivivere e conoscere una parte così importante della nostra identità, anche per chi non ne conosce ancora l’esistenza”.
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